Comune di

Corinaldo

Corinaldo, posta sopra un colle immerso nella campagna marchigiana, è città contraddistinta da uno splendido impianto urbano medioevale e rinascimentale. Raccolta dentro la suggestiva cinta muraria, considerata tra le meglio conservate della regione Marche, la città è un bell’esempio di borgo storico italiano.

All’interno delle mura si trova un impianto urbano che ha saputo conservare coerenza e armonia nel corso dei secoli: uno spazio di grande fascino per chiunque arrivi in città. Numerosi gli edifici storici: palazzi nobiliari, edifici religiosi, spazi pubblici, tutti contraddistinti dall’uso del mattone, dai caldi toni cromatici.

Nel borgo si snodano vie, vicoli, piazze e scenografiche scalinate, che creano un itinerario piacevole e ricco di scoperte. La città che ha dato i natali a Santa Maria Goretti, è anche noto centro di spiritualità.

Gli spazi artistici e culturali rispecchiano l’indole colta e accogliente di Corinaldo, mentre le campagne circostanti sono un invito alle attività sportive e naturalistiche. Ricca la produzione di specialità gastronomiche locali e la disponibilità di osterie e ristoranti tipici. Corinaldo è Bandiera Arancione del Touring Club e uno dei Borghi più Belli d’Italia; è anche Comune Amico del Turismo Itinerante e Comune Ciclabile FIAB.

Francesco di Giorgio Martini a Corinaldo

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LA STORIA

La storia della città di Corinaldo è segnata da un evento tragico. Nel 1360 l’esercito di Galeotto Malatesta assedia la città per conto del Papa Innocenzo VI, espugnandola il 18 agosto dopo aspri combattimenti. Galeotto decide di incendiare la città, radendola al suolo. La ricostruzione prende il via qualche anno dopo creando la prima cinta muraria trecentesca. Nel 1433, gli Sforza insediano a Corinaldo il Capitano Attaccabriga il quale poco dopo ordina l’edificazione del Cassero sul culmine del colle.

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LE MURA

Nel 1480 prendono il via i lavori di ampliamento della cinta muraria che vanno a rafforzare le difese della città. Una poderosa opera difensiva che raggiunge una lunghezza di 912 metri. In questa occasione viene edificata anche la Torre detta “Dello Sperone” un solido manufatto poligonale, che raggiunge l’altezza di 18 metri. Per le sue forme e per l’imponenza strutturale lo Sperone è il simbolo delle mura corinaldesi. Questi nuovi lavori, che inglobano anche una nuova porzione di abitazioni edificate al di fuori delle vecchie mura, vengono considerati frutto di una progettazione più accurata, curata da architetti e ingegneri dell’epoca,

tanto da ipotizzare una partecipazione nella progettazione da parte del celebre architetto Francesco di Giorgio Martini o quantomeno di altri architetti suoi collaboratori o comunque di scuola Martiniana, anche se ad oggi non ci sono certezze in merito. Considerando le date, si può intanto stabilire che in quel periodo l’architetto senese Francesco di Giorgio Martini si trovava a Jesi per l’incarico del Palazzo della Signoria. In più l’ampliamento rinascimentale delle mura corinaldesi, con il posizionamento di alcune strutture difensive, può mostrare alcune similitudini con i principi teorici del Martini. Lo stesso Sperone, per la sua originale struttura può richiamare le idee dell’architetto senese. Questi elementi hanno stimolato un dibattito tra storici e architetti che ha aperto la strada ad ulteriori analisi e ricerche tuttora in corso.

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Percorrendo il perimetro delle mura si incontrano imponenti varchi di ingresso come Porta San Giovanni (secc. XIV-XV), Porta Nova (sec. XV) e la più antica Porta del Mercato (sec. XIII); le mura sono segnate anche da torri di difesa quali la Torre dello Scorticatore, la Torre del Calcinaro e la Torre della Rotonda. Ulteriore elemento di interesse il passaggio porticato detto I Landroni, derivato dalla sopraelevazione degli edifici secenteschi lungo Via del Corso.Le mura corinaldesi restano comunque un mirabile esempio di architettura difensiva, conservata con grande attenzione e segno distintivo della comunità locale.

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A Corinaldo