Comune di

Fossombrone

A metà strada tra l’Adriatico e gli Appennini, cullata dalla foresta delle Cesane e il colle dei Cappuccini, protetta dall’alto dalla Cittadella e dai ruderi della Rocca Malatestiana e con la Gola del Furlo a farle da scenografia naturale, si trova Fossombrone.

Città di origini romane, amata dai duchi di Urbino che qui solevano trascorrere gli inverni, a Fossombrone storia, arte, natura ed enogastronomia si coniugano sapientemente in un territorio ricco, solcato da boschi e vigneti e punteggiato di piccoli borghi, preziosi come perle.

Il tessuto urbano di Fossombrone reca ancora i segni del Rinascimento, che qui si fa presente nei fastosi palazzi nobiliari e nelle chiese affacciate su Corso Garibaldi, asse portante della città e cuore commerciale, e sulle vie e vicoli del centro storico, fino a raggiungere la Corte Alta, la sede ducale che dall’alto domina un mare di tetti rossi, anima antica della città.

Un vero e proprio museo diffuso, con testimonianze che dall’età del bronzo conducono fino all’arte del novecento, racconta la storia di una città composita, da sempre legata al suo fiume, il Metauro, con il Ponte della Concordia ad unirne le sponde. Un fiume custode di un luogo incantato, le Marmitte dei Giganti, dove l’acqua si fa artefice di uno spettacolo unico, fatto di canyon e cavità rocciose, immersi in una natura rigogliosa e millenaria

Francesco di Giorgio Martini a Fossombrone

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LA ROCCA

A Fossombrone, l’intervento più significativo e più universalmente riconosciuto dell’opera di Francesco di Giorgio Martini fu quello alla Rocca che sovrastava la città. Voluta dai papi a difesa della vicina civitas, passata poi ai Malatesta di cui ancora conserva il nome, entrò infine nel XV° secolo a far parte del Ducato di Urbino. Fu Federico da Montefeltro che intorno al 1470 la fece trasformare in vera e propria fortezza dall’architetto senese, chiamato a rinnovare e potenziare molte delle rocche del ducato per adeguarle alle nuove esigenze militari, in particolare con la creazione di un massiccio CAPUT carenato, che insieme ad una nuova cinta muraria e ai quattro bastioni le dava il caratteristico aspetto a testuggine.

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E fu suo figlio Guidobaldo da Montefeltro che nel 1502 la fece smantellare per non farla cadere nelle mani del Valentino. Ma insieme a questo esempio di architettura militare, Fossombrone vanta altri edifici importanti e sedi del potere riconducibili alla mano di Francesco di Giorgio Martini.

IL PALAZZO DUCALE

Il palazzo ducale detto Corte Alta, attuale sede della Pinacoteca Civica e del Museo Archeologico, dove ad un primo edificio centrale eretto intorno il 1465 sono stati aggiunti due corpi laterali, uno con sale di rappresentanza, l’altro con stanze di servizio munite di raccolta e scarico dell’acqua, secondo una tipologia comune al palazzo di Urbino.

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IL PALAZZO VESCOVILE

Il palazzo vescovile, il primo, nel Corso di Fossombrone, ad essere arricchito con una pregevole facciata a bugnato che divenne un modello ripreso per altre importanti costruzioni nel Corso, ossia il palazzo Comunale, Palazzo Dedi, palazzo Seta Rufo Cattabeni. Fu il Vescovo Girolamo Santucci, urbinate formatosi alla raffinata corte di Federico da Montefeltro, a dare l’avvio ai lavori nel 1479 e a chiamare le stesse maestranze che lavorarono al palazzo ducale di Urbino per abbellire e decorare le stanze, primo fra tutti Domenico Rosselli. Non sappiamo se il palazzo fu costruito sotto la diretta visione di Francesco Di Giorgio ma quel che è certo è che le forme architettoniche, il porticato (oggi chiuso) sul fronte dell’edificio, l’alternanza di timpano triangolare e timpano a lunetta delle grandi finestre, corrispondono esattamente a diversi disegni contenuti nel trattato Saluzziano del celebre architetto.

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A Fossombrone