Comune di

Mondavio

Il Comune di Mondavio si trova nella media Valle del Cesano, a 17 Km da Marotta e a 25 dagli Appennini, e il fiume Cesano ne segna il confine con la Provincia di Ancona. Mondavio ebbe origine, secondo alcuni storici, dalle rovine dell’antica Città di Suasa, secondo altri dal passaggio di San Francesco d’Assisi.

Conobbe il dominio dei Malatesta, dei Piccolomini, dei De Medici, dei Montefeltro e dei Della Rovere fino al 1631, quando passò allo stato della Chiesa che ne fece un carcere. Divenne snodo di saldatura e punto chiave di un perfezionato sistema di fortificazioni, centro amministrativo, commerciale, religioso e culturale di un ampio territorio. Alla unificazione d’Italia, Mondavio cambia il suo statuto di vicariato in quello di mandamento di 12 comuni fino al 1923.

La sua configurazione urbanistica si ispira ai canoni architettonici della “Città Ideale” dell’Architetto senese Francesco di Giorgio Martini e di Leonardo. Il complesso fortificato della Rocca ne è il capo, il Corso Roma il tronco, le vie laterali gli arti. Gli elementi che lo connotano sono il cotto antico delle facciate e le selci di vie e piazze.

Il paese è racchiuso da una possente cinta muraria, in cui si entrava da tre porte: S. Pietro, la più antica, e Porta Marina, la più recente, perdute alla fine dell’800 e quella di S. Francesco costruita con la Rocca da Giovanni della Rovere. Intime e suggestive sono le vie minori, i vicoli, i cortili e le piazzette. Maestosi sono i due palazzi Giorgi Pierfranceschi, di Piazza Matteotti (residenza dei Malatesti e Della Rovere, con stemmi sforzeschi che ricordano Polissena Sforza) e di Corso Roma (con i soffitti dipinti del piano nobile).

Francesco di Giorgio Martini a Mondavio

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LA ROCCA ROVERESCA

La Rocca Roveresca è il principale monumento e simbolo di Mondavio. Fu commissionata da Giovanni Della Rovere all’architetto militare senese Francesco di Giorgio Martini e costruita tra il 1482 e il 1492 su una precedente costruzione medievale, per difendere il vicariato in un periodo di gravi minacce.

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Rispetto al progetto iniziale dell’architetto senese essa è però rimasta incompleta. Dal suo trattato risulta, infatti, che avrebbe dovuto essere composta da quattro torri: il mastio, il torrione ovale e i due torrioncini. Cio’ si puo’ notare guardando la pianta del progetto originale dalla quale è possibile vedere la mancata messa in opera del secondo torrioncino che avrebbe dovuto difendere la zona del borgo. Il torrione ovale, “attraverso il quale passa la via”, oggi appare invece di forma semicircolare. Probabilmente la modifica fu apportata per conservare lo stile della precedente torre medievale.

Lo spazio tra la torre mancante, il torrione e il mastio avrebbe dovuto comprendere un circuito di stanze di forma pentagonale adibito all’accoglienza dei fanti. Nel mastio erano invece predisposte le stanze del castellano. Sebbene non abbia mai subito un solo colpo di bombarda, la rocca di Mondavio è stata l’occasione per l’architetto senese per applicare le nuove tecniche militari di difesa del tempo. Nel suo trattato il Martini parla di quelle “geometrie che disegno mostrar non può”. La forma del mastio è, infatti, ottagonale a larga base con pareti esterne trapezioidali inclinate che si elevano elicoidalmente, col fine di ottenere prospettive sfuggenti ai colpi di bombarda anziché contrastarli direttamente con grosse muraglie. La parte alta sporge a strapiombo, sorretta da beccatelli, per terminare nei merli del quinto piano; il rivellino a valle è stato trasformato in arcata mentre il fossato a monte è stato parzialmente coperto a volta nel ‘600 per costruire Piazza Della Rovere.

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L'INTERNO

All’interno della Rocca vi sono passaggi stretti e ambienti con coperture a volta, nei quali sono allestiti il Museo di Rievocazione riproducente scene di vita rinascimentale e l’Armeria della Rocca, esposizione di armature e armi bianche da difesa e attacco. Nel fossato si può visitare il “Parco macchine da guerra” e il rivellino.