Comune di

Cortona

Cortona è un piccolo, grande borgo della Toscana, nella Valdichiana in provincia di Arezzo: ammirata da scrittori ed artisti nel corso dei secoli, ha vissuto epoche importanti e molto ha dato al mondo in termini di cultura, arte, scienza e storia.

La continuità di insediamento abitativo di oltre 25 secoli fa sì che il centro storico, tuttora racchiuso da una possente cinta muraria etrusca, conservi tracce notevoli antiche, medievali e rinascimentali in un continuum temporale assai suggestivo.

La città sorge su un colle di circa 600 metri di altezza e da questa posizione, sopraelevata rispetto al resto della vallata, è possibile godere di splendidi affacci sulla Valdichiana, sul monte Amiata e sul lago Trasimeno.

Il centro di Cortona si sviluppa attorno a piazza della Repubblica, cuore pulsante della città oggi quanto nelle epoche passate.

La tradizione mitica definisce Cortona “mamma di Troia e nonna di Roma”; la realtà la presenta come una cittadina aperta ed accogliente, dal carattere internazionale e colto, ricca di eccellenze, non solo archeologiche e storico-artistiche ma anche enogastronomiche e naturalistiche

Francesco di Giorgio Martini a Cortona

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LA STORIA

Dopo la morte del duca Federico da Montefeltro (1482) gli impegni ad Urbino si allentarono e Francesco di Giorgio Martini fu attivo anche in città vicine come a Cortona, dove realizzò la Chiesa di Santa Maria delle Grazie al Calcinaio. I lavori ebbero inizio nel 1485 e già allo scadere del primo quarto del Cinquecento la chiesa aveva raggiunto, almeno all’esterno, la sua veste definitiva. Così ci appare infatti in un affresco del Papacello nel Palazzone Passerini di Cortona databile al 1525 circa. Gli ultimi interventi procedettero più lentamente, tanto che il pavimento fu terminato nel 1549.

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LA STRUTTURA

La struttura della chiesa consiste in una navata affiancata da due cappelle laterali con un transetto e una cupola all’intersezione dei bracci uguali del presbiterio. Negli spazi risuonano echi albertiani, in un progetto che ha assonanze con Brunelleschi, ma i disegni di Francesco di Giorgio Martini sono assolutamente originali, al punto da rappresentare uno dei livelli più alti della sintesi degli spazi nel Rinascimento. L’opera, infatti, contiene in sé tutte le principali caratteristiche dell’architettura e dell’arte rinascimentale: la prospettiva lineare centrica che organizza lo spazio, la essenzialità, le linee geometriche.

GLI ESTERNI

Gli esterni, seppur gravemente danneggiati per l’erosione della pietra, danno al visitatore l’impressione di un blocco imponente che preannuncia con le sue sobrie decorazioni la razionalità geometrica così evidente negli interni. Le ampie superfici sono divise in linee orizzontali e verticali da modanature e pilastri e sono movimentate da finestre con timpani. Da notare la cupola ottagonale. Nella tradizione cristiana ed islamica la figura dell’ottagono è custode della nozione di rigenerazione spirituale poiché “medium” fra il quadrato – terreno e il cerchio – divino. L’ottagono vuole dunque indicare la nuova creazione ed è un chiaro riferimento alla resurrezione di Cristo.

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L'INTERNO

Entrando all’interno del Santuario di Santa Maria delle Grazie, colpisce il senso del vuoto. La Chiesa è essenziale nella sua costruzione, la sua architettura è una nitida scansione geometrica composta di linee e di archi che si intersecano tra loro, di bianco e grigio che si alternano, di nicchie, aggetti, cornici, cerchi, il tutto improntato a sobrietà e linearità. L’opera riflette la potenza del genio di Francesco di Giorgio Martini per la sua grandiosità all’esterno mentre, all’interno, risulta lineare e spoglia. L’artista è riuscito, infatti, attraverso questo duplice stile architettonico e attraverso giochi di spazi e luce, a dare a chiunque entra nel Santuario il senso di trovarsi immerso nel sacro, condotto di fronte alla sacralità e all’immensità di Dio.

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A Cortona